le fasi artistiche

B/N/R ORO (1990)

B/N/R ORO (1990)

Primo ciclo del 1990: pennello nero su bianco con accenti di rosso e oro, gesto istintivo e fluido. La memoria delle decorazioni della pasticceria paterna riaffiora nella linea, che diventa ritmo e materia, anche in rilievi "a sac à poche".

LA LINEA BIANCA (1991–1997)

LA LINEA BIANCA (1991–1997)

Corpi piatti e oggetti quotidiani convivono con lo stesso peso dello spazio vuoto. Una poesia essenziale di colori puri e contorni netti: senza volti né dettagli, la linea racconta l'artista attraverso equilibrio, respiro e forma.

BODY AND CLOUD (1991/1992)

BODY AND CLOUD (1991/1992)

Una ricerca sul legame tra corpo e colore, tra luce e ombra. Figure femminili in trasformazione dialogano con tensione e dinamismo, mentre la palette alterna caldi e freddi in un continuo tra contrasto e armonia, dove materia e immaginazione coincidono.

TV SOUL (1994–1997)

TV SOUL (1994–1997)

Un gesto di "svuotamento" del media: vecchie TV private del cuore catodico diventano corpi senza funzione. Lo schermo si trasforma in superficie pittorica e presenza nuova, da oggetto che domina lo sguardo a oggetto che chiede di essere guardato diversamente.

MA'ASEH MERKABAH (1991–1997)

MA'ASEH MERKABAH (1991–1997)

Un viaggio tra mente e fisicità, guidato dal movimento come trasformazione. Volante, cruscotto e simboli quotidiani diventano segni spirituali; sul retro, testi poetici aprono alla Qabbalah. L'immagine prova a oltrepassare i confini del quadro, fino a rinnovare iconografie sacre.

MOBILI (1993–2005)

MOBILI (1993–2005)

Specchi e consolle nascono dal disegno: geometrie riconoscibili, convessità e dialogo tra verticale e orizzontale. Colori laccati definiscono caratteri e modelli. Nella serie White and Black is Red, forme condivise uniscono sedie e tavolo in un'idea di vita "senza compromessi".

TEATRINI (1994–2001)

TEATRINI (1994–2001)

Piccole scene come palcoscenici: forme colorate si incastrano e restano definite dal bordo bianco, ritmo e chiarezza. Realizzati soprattutto in legno dipinto, hanno un tono giocoso e immediato; alcune opere, come Corner Light, arrivano anche in versioni per esterno.

ROCK'N'ROLL – Formelle (1998)

ROCK'N'ROLL – Formelle (1998)

Undici formelle romboidali a rilievo trasformano una balaustra in racconto. Bianco e nero richiamano vinili, foto e film d'epoca; figure stilizzate e composizioni dinamiche celebrano i balli rock'n'roll e l'energia della musica americana degli anni Cinquanta.

BEATRIZIFAL's TAROT (2000)

BEATRIZIFAL's TAROT (2000)

Un percorso iniziatico tra simboli e miti: 22 opere sugli Arcani Maggiori, icone in legno intagliate a livelli, accompagnate da versi che aprono significati. Il progetto vive anche in performance: la lettura delle carte diventa rito e incontro tra immagine e destino.

RITRATTI DI MILL(i)ARdesimi (2000)

RITRATTI DI MILL(i)ARdesimi (2000)

Volti famosi e comuni, senza gerarchie, diventano frammenti di una stessa comunità. Nel titolo pulsa anche MILLAR, a segnare la presenza dell'artista nella moltitudine. L'autoritratto in nove immagini afferma l'identità come molteplicità, da ricomporre come uno specchio.

FLAGS (2001–2006)

FLAGS (2001–2006)

Bandiere ondulate come puzzle: identità personali e collettive diventano segni mobili. Ogni opera intreccia storia e simboli (Torri Gemelle, Israpal, stelle, croci), fino alle parole delle donne in cerca di nuova vita. Cuore e radici aprono domande sulla forza e il ruolo femminile.

COLOURED LIPS (2003)

COLOURED LIPS (2003)

Grandi bocche colorate diventano icone dell'interiorità: soglie tra ciò che nasce dentro e ciò che si offre al mondo. Attorno, brevi rime in inglese, leggere e ironiche, osservano il quotidiano. Colore e parola trasformano il sorriso in pensiero, ritmo e consapevolezza.

MORNINGDIARY (2004)

MORNINGDIARY (2004)

Un rituale dell'alba: ogni mattina l'artista fotografa il cielo sopra il lago di Garda, tra San Vigilio e Monte Baldo. Le immagini diventano cartoline giganti, illuminate da una promessa di rinascita. Una bocca ricorrente appare come bacio e buongiorno offerto al mondo.

ONE, ONE JOHN (2005)

ONE, ONE JOHN (2005)

Cruciverba e Vangelo di Giovanni (1,1) si incontrano in una riflessione sul potere della parola. Su tele bianche, un simbolo geometrico con volto stilizzato è nucleo originario; attorno, parole in lettere cubitali si incastrano come raggi, costruendo una piccola architettura di senso.

MAKE UP THE TREE (2005)

MAKE UP THE TREE (2005)

L'albero come maestro delle stagioni: fioritura e perdita, pienezza e vuoto. Il titolo evoca l'ironia di "truccare" ciò che muta, ma l'opera invita a lasciare andare e a fidarsi delle radici. Nel volto della chioma si riflette lo stupore umano davanti al tempo.

TATTOO TREE (2007–2011)

TATTOO TREE (2007–2011)

Alberi ibridi e metamorfici, stampati su Dibond/forex e incisi su plexiglass: specie diverse si intrecciano come memoria e desiderio. Farfalle reali o tatuate assistono al cambiamento. Non è natura ritratta, ma reinventata: alberi interiori, autoritratti della conoscenza.

THERMOGRAPHIC KISSES (2006–2015)

THERMOGRAPHIC KISSES (2006–2015)

Baci iconici del cinema fermati nell'attimo sospeso, prima o subito dopo il contatto. Interventi digitali creano "termografie" del desiderio: non calore del corpo, ma energia emotiva. Un'eco del Bacio di Klimt attraversa le immagini, che diventano fermo immagine da ricordare.

CRYSTAL VIEW (2008)

CRYSTAL VIEW (2008)

Iridi su supporti circolari in Dibond con incisioni su plexiglass: profondità cristallina e sguardo come simbolo. Rosso, blu e verde delineano tre nature della visione, tra fuoco, acqua ed equilibrio terrestre. La triade richiama l'RGB: l'occhio diventa lente che guarda e invita a essere guardata.

HAMARTANEIN (2008)

HAMARTANEIN (2008)

"Essere spostati dal centro": deviare, mancare il bersaglio, come condizione umana. Dischi magnetici costruiscono mondi circolari che mutano: mela, uovo, coccinella si trasformano in nuove immagini. Una performance con frecce magnetiche lascia cicatrici: metafora del tentativo continuo di ritrovare il centro.

DEDICATIONS (2010)

DEDICATIONS (2010)

Un anno di pane modellato a mano: corpi femminili nati dall'impasto, destinati al dono. Ogni scultura è una dedica e un altare domestico; chi la riceve deve mangiarla, compiendo la metafora dell'arte che nutre. Un ritorno alle origini e alla forza semplice della gratitudine.

SALVE REGINA SOUVENIR (2011)

SALVE REGINA SOUVENIR (2011)

Il pane diventa memoria: sculture in teche come piccoli reliquiari laici e mitologici. Titoli di dee e spiriti evocano fecondità e trasformazione; il pane è sottratto alla fine e reso contemplabile. Una radice intima lega Shanghai, la perdita del padre e l'eco del Salve Regina di Einsiedeln.

LES MAÎTRESSES (2011)

LES MAÎTRESSES (2011)

Un omaggio a donne indomabili che hanno aperto strade: da Billie Holiday a Camille Claudel. Disegni in nero su bianco diventano metamorfosi: il corpo dell'artista si sovrappone ai loro, creando figure ibride. "Maîtresses" come maestre interiori: presenze scelte, gratitudine e continuità tra visioni.

EENA's Formula (2013)

EENA's Formula (2013)

Un nome riforgiato che unisce identità femminili e promessa di rinnovamento. Per sette giorni, virtù e pane: ogni giorno nasce una donna di pane, poi donata agli ospiti a West Palm Beach. EENA è anche "numero d'aiuto": l'opera diventa chiamata d'emergenza della Terra, tra cura e responsabilità.

DERVISH MONUMENTS (2011)

DERVISH MONUMENTS (2011)

Monumenti del mondo si sciolgono dalle fondamenta e iniziano a danzare, come dervisci in rotazione. L'architettura abbandona immobilità e identità fissa per farsi organismo fluido, leggero e visionario. Non rappresenta più il tempo: lo attraversa e lo trascende, nel movimento.

VIDEO

VIDEO

I video di Beatriz Millar estendono la ricerca oltre la materia statica, trasformando gesto, corpo e oggetto in processi visibili nel tempo. Attraverso l'immagine in movimento, l'artista indaga creazione, trasformazione e identità, utilizzando il linguaggio filmico come spazio di sperimentazione concettuale e performativa.

PERFORMANCES (2007–2023)

PERFORMANCES (2007–2023)

Un percorso in cui il corpo smette di essere strumento e diventa opera. Alter ego, rituali, pane, virtù, canto e tecnologia segnano tappe diverse: dal Clown Clone al Tarot, da Lux Mater a EENA's Formula, fino a Plastic Dorianne e Juliet the B - Boop. Ogni performance è una rinascita.

Progetti Musicali (2007–2022)

Progetti Musicali (2007–2022)

Tre progetti musicali legati a scrittura e performance: un primo CD nato da testi giovanili trasformati in canzoni, un omaggio a Marlene Dietrich in atmosfera cabaret, e un vinile in stile big band con brani originali. La musica diventa estensione della scena e della narrazione dell'artista.

TANGRAM ROOM (2024)

TANGRAM ROOM (2024)

Per i bagni della Tangram Room viene usata la marmoresina, composta da quarzo e resine pigmentate, con colori creati su indicazione dell'artista. Dalle lastre nascono forme geometriche ispirate al Tangram: una reinterpretazione libera, dove le "tan" non sono sempre sette.