Dedications (2010) – L'arte come pane quotidiano

Dedications è una performance lunga un anno: un ritorno alle origini, un gesto quotidiano che diventa rito. Pane al latte modellato a mano, senza progetto, seguendo solo l'istinto: la pasta che lievita, si espande, si lascia tagliare e plasmare fino a diventare corpo femminile. Occhi di mandorla, bocche di ciliegie candite, segni d'uva sultanina. Figure nate dal calore della terra e restituite al calore del forno.

Ogni pane è una presenza, un'offerta, un piccolo altare domestico. Non ha un nome proprio: esiste come Dedication 1A, 1B / 2A, 2B, perché il suo destino è il dono. A ogni scultura corrisponde una lettera, una dedica: alla maestra di yoga, alla dottoressa, alla parrucchiera, alla fiorista, all'amica più vicina. Figure della quotidianità che diventano custodi di un gesto simbolico.

Chi riceve il pane ha il compito di mangiarlo. In quel gesto semplice si compie la metafora: l'arte che nutre, l'arte che entra nel corpo, l'arte che diventa alimento. Così, un anno di sculture effimere trasforma il pane in veicolo di gratitudine, relazione e cura.

È un ritorno alla radice: al padre panettiere e alle saggezze di Goethe — come leggere una poesia, guardare un quadro, cantare una canzone, dire una parola saggia e, se possibile, nutrire qualcuno.

Con Dedications, l'arte torna pane quotidiano: materia viva che lievita, si dona, scompare, lasciando però la sua essenza — la semplice e antica forza del nutrire.