EENA's Formula (2013) – Pane, virtù e responsabilità

EENA's Formula nasce da un nome riforgiato: E–E–N–A, un suono che si innesta alla fine dei nomi femminili come una radice condivisa — CaterEENA, CorEENA, CarolEENA, JasmEENA, AngelEENA — creando una costellazione di identità che vibrano in un unico suono.

Nella tradizione ebraica questo nome significa «con lei che fa nuovo il mondo». È da questa promessa che prende avvio il progetto.

Nel 2013, per sette giorni, l'artista indossa un outfit nero e un piccolo grembiule bianco. Ogni giorno è dedicato a una virtù — prudenza, forza, temperanza — fino alla domenica, quando tutte si ricompongono in un'unica etica vivente. Ogni giorno nasce una donna di pane, diversa dalle altre, formata dalle mani che impastano cura e memoria.

Il fotografo, sempre presente, segue il rito e cattura il tempo lento dei gesti. Alla White Space Collection di West Palm Beach, nella performance conclusiva, tutte le donne di pane vengono donate agli ospiti: un'offerta di nutrimento simbolico, un messaggio che si spezza e si divide per essere condiviso.

Ma EENA è anche European Emergency Number Association: un numero d'aiuto. Questa sovrapposizione trasforma l'opera in una chiamata d'emergenza planetaria. È la Madre Terra — la grande EarthEENA — che prende voce:

«Io vi nutro, vi alimento, vi sostengo. E voi come mi trattate? Cosa fate all'aria, all'acqua, alla terra che vi ho dato? Non vedete che ferendomi ferite voi stessi?»

EENA's Formula è un appello e un atto di cura, un linguaggio fatto di pane, virtù e responsabilità. Un nome che rigenera. Una domanda che chiede ascolto. Una formula che ricorda che il mondo nuovo inizia da chi lo nutre e da come viene rispettato.