La Performance del Dono (2014/2015) – Arte e reciprocità

Dopo venticinque anni di attività artistica, al compimento simbolico di un quarto di secolo di lavoro, Beatriz Millar ha sentito la necessità di restituire qualcosa alla comunità che quotidianamente sostiene la sua vita, non solo professionale ma anche umana. Da questa intuizione nasce una performance relazionale dedicata al tema del dono: un gesto di gratitudine verso coloro che, attraverso il proprio mestiere e la propria presenza, tessono silenziosamente il tessuto umano del luogo in cui vive.

Nel corso di un anno, l'artista ha invitato nel suo studio persone che fanno parte della sua quotidianità: la parrucchiera, i vicini di casa, l'edicolante, il tecnico del computer, la maestra di yoga, la maestra di canto, la direttrice di un supermercato, la sua dottoressa, oltre ad amici che vivono nel territorio. Figure diverse tra loro, ma accomunate da un elemento essenziale: offrire un servizio, una cura o una presenza costante alla comunità che hanno scelto di abitare.

Per questi ospiti, Beatriz Millar ha messo a disposizione una selezione di opere appartenenti ai diversi periodi della sua carriera. Ogni persona era libera di scegliere l'opera che più risuonava interiormente, senza indicazioni né vincoli. La scelta diventava così un momento intuitivo e intimo, quasi rituale: un incontro tra la storia dell'opera e quella dell'individuo.

Una volta compiuta la selezione, l'artista trasformava quel momento in un'immagine condivisa: una fotografia che diventava testimonianza del dono e della relazione generata. Non il gesto del possesso, ma quello della condivisione. Non una transazione, ma un incontro.

La performance, nella sua semplicità, rivela una dimensione profonda: l'arte come veicolo di reciprocità, come forma di riconoscenza verso chi, con la propria presenza e il proprio lavoro, contribuisce al benessere collettivo. Un modo per affermare che la comunità non è un concetto astratto, ma una rete viva di scambi quotidiani.