TV Soul (1994–1997) – Una generazione davanti al televisore catodico
Beatriz Millar proviene da una generazione cresciuta davanti al televisore catodico. Quelle immagini non chiedevano: entravano. Riempivano la mente e il tempo, senza lasciare spazio al silenzio.
Per questo ha scelto di compiere un gesto inverso: uno svuotamento. Ha recuperato vecchie TV degli anni '80-'90, le ha aperte e ne ha rimosso il cuore catodico, la sorgente del controllo visivo. Ha chiuso il retro con una tavola di legno, trasformando l'apparecchio in un corpo senza funzione.
Lo schermo — un tempo canale unico della realtà trasmessa — diventa per lei una tavola pittorica, uno spazio per una nuova anima, scelta e consapevole. Non più Television Bombardment, ma 144 Television Soul e altri segnali di libertà.
In questo atto realizza un esorcismo del media: prende un oggetto nato per dominare lo sguardo e lo trasforma in un oggetto che chiede di essere guardato in modo nuovo. Ha spento la televisione per accendere una presenza. La sua anima non trasmette più — adesso ascolta chi le sta di fronte.





